13 Gennaio 2011. Un pensiero a te, amico e maestro.


Per un amico

Alcuni passano come rada foschia.
Di altri trapela un riflesso dal ricordo di chi li conobbe.
Altri ancora oppressi da un marmo
che con cruda chiarezza definisce il principio e la fine,
vegliati da croci che non portano consolazione,
consumano l'animo di chi non rassegnato li piange.
Tra loro non sono riuscita a trovarlo.
Eppure ho cercato con forza
per dare un nome al mio pianto e al dolore che non è dolore.
Ho cercato nel freddo, ho cercato nel buio.
Ho cercato nel vuoto che avvolge la fine.
Ho cercato nei luoghi dove solitamente si annida la pena, non sono riuscita a trovarlo.

Oggi il sole riscalda l'inverno, l'aria tiepida ha odore di linfa,
è un dono, lo accolgo,
dentro il grumo si scioglie,
il mio pianto diventa pioggia,
diventa fiume,
diventa mare,
diventa vita:
solo ora lo vedo.


Emanuela Giagnoni

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