Alcuni passano come rada foschia.
Di altri trapela un riflesso dal ricordo di chi li conobbe.
Altri ancora oppressi da un marmo
che con cruda chiarezza definisce il principio e la fine,
vegliati da croci che non portano consolazione,
consumano l'animo di chi non rassegnato li piange.
Tra loro non sono riuscita a trovarlo.
Eppure ho cercato con forza
per dare un nome al mio pianto e al dolore che non è dolore.
Ho cercato nel freddo, ho cercato nel buio.
Ho cercato nel vuoto che avvolge la fine.
Ho cercato nei luoghi dove solitamente si annida la pena, non sono riuscita a trovarlo.
Oggi il sole riscalda l'inverno, l'aria tiepida ha odore di linfa,
è un dono, lo accolgo,
dentro il grumo si scioglie,
il mio pianto diventa pioggia,
diventa fiume,
diventa mare,
diventa vita:
solo ora lo vedo.
Emanuela Giagnoni




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