13 Gennaio 2011. Un pensiero a te, amico e maestro.


Le lotte sindacali

Intanto in fabbrica i rapporti con la proprietà si erano deteriorati perché insieme a Dino Vaiani, un compagno di San Piero a Ponti tuttora legato alla sinistra, provammo ad organizzare i lavoratori sindacalmente chiedendo l’elezione della Commissione Interna, come si chiamava allora il Consiglio di Fabbrica. La questione che stava più a cuore dei dipendenti del cappellificio era di riuscire a vedere aumentato lo stipendio di circa 50 lire l’ora. Fu eletta una commissione di lavoratori di cui io e Vaiani facevamo parte per discutere la questione con i datori di lavoro. La richiesta di aumento salariale fu accolta a patto di escludere la rappresentanza sindacale dallo stabilimento. Io ed il Vaiani contestammo vivacemente la posizione assunta dai “Fratelli Tesi” in quanto la giudicammo ingiusta e discriminante nei nostri confronti: loro potevano iscriversi al loro sindacato (la Confindustria), noi no. Uscimmo dalla riunione per riferire ai nostri compagni di lavoro riuniti nel piazzale, i termini della discussione e delle proposte della ditta. Queste furono accettate. Cominciò così un periodo difficile per me e per il Vaiani che culminò con il nostro licenziamento. Il Vaiani stesso lo può testimoniare e così pure Paolo Gauci, dipendente allora della ditta Tesi.

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