13 Gennaio 2011. Un pensiero a te, amico e maestro.


Gli anni memorabili della F.G.C.I.

Intanto la passione politica si faceva sempre più forte; la F.G.C.I. cresceva e tutte le occasioni erano buone per aumentarne lo sviluppo: dalla gita organizzata, alla squadra di calcio con la quale partecipammo ad un torneo estivo organizzato dalla società di calcio “Lanciotto”. La nostra identità era visibile: magliette rosse corredate da una stella gialla con la scritta F.G.C.I.
Intanto si avvicinavano le elezioni politiche del 1963. Mi ricordo che assistemmo a numerosi comizi in Piazza Signoria. Allora la politica non era mediatica, si faceva nelle piazze a diretto contatto con i cittadini. Partecipai, insieme a Lisindo e ad altri, a comizi memorabili: di Togliatti, Terracini ....
Impressionanti furono quelli di Occhetto e di Ingrao organizzati dalla F.G.C.I.: fummo profondamente colpiti dalla forza delle argomentazioni dei due oratori e dall’entusiasmo dei giovani. Memorabile fu il corteo con la fiaccolata con migliaia di giovani che, partiti da Santa Croce, entrarono nel “pienone” di Piazza Signoria a comizio iniziato. Occhetto colse al volo l’occasione per gridare : - Onorevole Speranza, sono questi i vecchi del P.C.I.! – In risposta ad un manifesto della D.C. che accusava il P.C.I. di essere vecchio vantando la “giovinezza” della D.C. allora ventenne. La fulminante replica dei giovani comunisti non si fece attendere: “La D.C. ha vent’anni, è l’ora di fotterla!”, battuta questa, passata gloriosamente alla storia. Quelle elezioni, a cui partecipai per la prima volta, videro il P.C.I. aumentare in tutta l’Italia di circa il 5%. Mi ricordo l’entusiasmo che incontravamo andando in giro per i seggi elettorali, non solo a Campi, ma anche nei comuni limitrofi. Allora non esistevano gli exit-poll o le lunghe dirette TV: i dati erano reali passati dai rappresentanti di lista presenti ai seggi con tanto di distintivo di riconoscimento. Il nostro comprensibile entusiasmo giovanile per il buon esito elettorale fu bruscamente “raffeddato” dai dirigenti del Partito che ci invitarono a tenere un contegno più sobrio indice di un’acquisita maturità. Memorabile rimane l’affermazione del compagno Rugi Arrigo che nel corso di una riunione sul voto disse: - Calma compagni, ci vorrà anche i’ ’68 per prendere il potere!”. Quelle elezioni che avevano premiato il centrosinistra produssero una frattura sempre più larga tra il P.C.I. ed il P.S.I. ripercuotendosi anche sulle giunte socialcomuniste. Intanto la F.G.C.I. campigiana cresceva come attività e numero di iscritti.

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